I tappeti antichi datati e firmati sono più pregiati?

Molto spesso i tappeti antichi recano scritte, firme, date ecc. ma sono da considerarsi più pregiati o no. Le iscrizioni possono essere considerate motivo di maggior prestigio del manufatto? Questo articolo vuole rispondere a questi interrogativi.

Non è difficile oggi comprare dei tappeti antichi che recano iscrizioni coraniche, firma dell’artigiano, date, numeri e altro che personalizzano molti esemplari come lavorazioni di Isfahan, Tabriz, Kashan, Kirman, Kum ecc. Questo fenomeno della firma avviene più facilmente nei citati tappeti cosiddetti “cittadini” mentre nelle manifatture nomadiche o tribali è più facile imbattersi in date o cartigli di citazioni.

Tappeti antichi datati: quanto costano

Bisogna chiarire subito la situazione affermando che le firme e quant’altro rechi sui tappeti antichi NON sono assolutamente sinonimo di maggiore qualità, come affermano certi mercanti, per aumentare il prezzo dei loro manufatti, questo per eliminare qualsiasi dubbio in proposito e chiariremo il perché.

Come molti artisti, vedi i pittori, amano firmare le loro opere per renderle riconoscibili ad uno stile di pittura ed evitare la sua attribuzione ad altro artista. Quindi anche nell’arte tessile di tappeti antichi , vi sono alcuni maestri annodatori che amano firmare le loro produzioni come quelli menzionati. Ma come nella pittura, ciò non aumenta il valore dell’opera di ingegno. La data o la firma sui tappeti antichi è motivo originale di orgoglio per il disegnatore e gli artigiani.

La produzione dei tappeti antichi di villaggio o tribali recano più spesso date o simboli in cima alle testate perché spesso i loro esecutori sono analfabeti o quasi e quindi imprimono nel tappeto la loro appartenenza etnica e culturale spesso citazioni coraniche. E’ il loro modo di firmare.

Nel contempo esistono grandi maestri anche del passato che non hanno mai firmato i loro capolavori, ma ciò non ha mai sminuito il loro valore nel tempo, anzi.

Spesso troviamo anche datazioni incise nell’annodato con numeri arabi che indicano la data di esecuzione del tappeto. Ma ciò può ingenerare nell’acquirente la falsa convinzione di trovarsi di fronte ad un esemplare di tappeti antichi, invece niente di più falso, perché le date sono facilmente sostituibili, infatti basta alterare un numero per cambiare secolo, quindi diffidare sempre.

Ricordarsi poi che la datazione islamica è diversa dal calendario gregoriano utilizzato in Occidente perché parte dalla data dell’Egira, cioè la fuga di Maometto dalla mecca avvenuta nell’anno 622 d.C. quindi quando ci imbattiamo in una data sul tappeto attendibile per esempio il n. 1381 bisogna aggiungere il n. 622 ed avere la data esatta del tappeto cioè 2003.

fonte: www.gli-esperti.it

Tappeti antichi e problema della datazione

NOTA BENE: QUANTO SEGUE COSTITUISCE UNA NOSTRA AGGIUNTA ALL’ARTICOLO ORIGINALE

Il calcolo della datazione islamica indicato è valido solo per i tappeti antichi provenienti in Persiani poichè in Iran (nome contemporaneo della Persia) vige il calendario solare e quindi la durata dell’anno è equivalente a quella del calendario gregoriano. Per il calcolo della datazione degli altri paesi, per tradurre la data islamica nell’era cristiana occorre diminuirla del tre per centro ed aggiungervi 622, data della fuga di Maometto dalla Mecca.

collezione di tappeti antichi al Victoria and Albert Museum (Londra)
collezione di tappeti antichi al Victoria and Albert Museum (Londra)

Per esempio, nella collezione di tappeti antichi del Museo Poldo Pezzoli di Milano porta la data 929 dell’Egira. Da 929, detraendo il tre per centro (28) avremo 901, aggiungiamo 622 ed otterremo l’anno 1523 dell’era cristiana.

Il tappeto della moscheda di Ardebil, conservato nel Victoria and Albert Museum di Londra, porta la data 946 dell’Egira che corrisponde all’anno 1523 dell’era cristiana (946-29+622=1539).